
Il 24 Aprile esce Together Through Life, il nuovo album di Bob Dylan. Su internet per i fan inizia la caccia all’indizio, per capire quali saranno le novità e quali le conferme. Ecco la storia dietro al disco e le prime indiscrezioni sul suo contenuto.
La comunità dei fan di Bob Dylan è una delle più attive della rete, sempre pronta a scambiarsi bootleg, opinioni e storie, attenta a ogni novità sul proprio mito. Può contare su siti aggiornatissimi, come expectingrain.com, con il suo forum e la rassegna quotidiana del web, bobdylanisis.com e searchingforagem.com, capaci di una
completezza alla quale il sito ufficiale, bobdylan.com, non potrà mai arrivare. Fino a qualche tempo fa il pubblico italiano poteva contare sul fenomenale maggiesfarm.it, ma, da quando Michele Murino ha lasciato la sua guida, la qualità e la fruibilità sono nettamente calate. Nella rete si discute di ogni dettaglio della vita e della carriera del cantautore di Duluth. Naturalmente, appena iniziano a circolare le voci su di un nuovo album, come una valanga si moltiplicano i pareri di chi non ci può credere, di chi giura d’averlo già imparato a memoria, e di chi ha un amico alla Sony in Norvegia che è stato invitato a un ascolto segretissimo.
Fondamentale è il prestigio di chi fornisce l’indiscrezione: ancora ci si ricorda quando in molti discutevano dell’inesistente Anchor, analizzando nel dettaglio i titoli della tracklist ideata da qualche burlone. La conferma dell’effettivo arrivo di un nuovo disco stavolta è arrivata dalle impressioni riportate da David Fricke di Rolling Stone e Michael Simmons di Mojo, prima dell’annuncio sul sito ufficiale, accompagnato da un’intervista di Bill Flanagan a Bob Dylan. Presto si sono aggiunte le opinioni di altri importanti giornalisti, quali Allan Jones di Uncut e Alex Ross del New Yorker, abbastanza per dare a chi è interessato un’idea di che cosa aspettarsi alla fine di Aprile.
Cerchiamo dunque di fare il punto di quel che è sicuro.
Il nuovo album di Bob Dylan, prodotto da lui stesso col consueto pseudonimo di Jack Frost, si intitola Together Through Life, ed esce il 28 Aprile negli Stati Uniti e il 24 in Europa. Tra l’altro proprio in quei giorni Bob sarà impegnato nel suo tour nel vecchio continente, con tre date in Italia (il 15 Aprile al Forum di Assago, il 17 al Palalottomatica di Roma e il 18 al Mandela Forum di Firenze).
Come è accaduto con il disco precedente, Modern Times, del 2006, in copertina c’è uno scatto di un grande fotografo. Allora si trattava di Taxi. New York at night di Ted Croner, stavolta sulla cover c’è una foto di Bruce Davidson, intitolata USA. New York City. 1959. Brooklyn Gang, già utilizzata da Martin Scorsese in No Direction Home e da Larry Brown, scrittore molto stimato da Dylan, per la copertina della raccolta di racconti Big Bad Love.
Come nasce il disco, che esce a meno di tre anni di distanza da Modern Times?
Qualche mese fa Dylan è stato contattato per scrivere e registrare una canzone inedita per My Own Love Song, film interpretato da Renée Zellweger e Forest Whitaker e diretto da Olivier Dahan.
Negli ultimi anni la partecipazione a colonne sonore ha più volte offerto a Dylan la possibilità di esprimere il meglio di sé senza doversi impegnare a realizzare un album intero, come con la dolente cover You Belong To Me per Natural Born Killers o col capolavoro ‘Cross The Green Mountain per Gods And Generals. Stavolta la registrazione di Life Is Hard per My Own Love Song ha però talmente soddisfatto Bob da indurlo a completare immediatamente un album con lo stesso gruppo di musicisti, formato dalla sua band attuale con l’aggiunta della fisarmonica di David Hidalgo dei Los Lobos e, presumibilmente, di Mike Campbell e Benmont Tench degli Heartbreakers.
L’album sarà disponibile in nel normale formato cd con custodia jewel case, in doppio vinile con cd in omaggio, e in un’edizione speciale composta da due cd e un dvd. Quest’ultima presenterà nel dvd una demo di Blowin’In The Wind e un’intervista, registrata per No Direction Home, a Roy Silver (primo manager di Bob Dylan, che lasciò il suo giovane assistito a Albert Grossman per concentrarsi su Bill Cosby); nel secondo cd ci saranno le canzoni dalla puntata dedicata a “Amici e vicini di casa” del Theme Time Radio Hour, lo show radiofonico condotto da Dylan. Curioso che Bob scelga di omaggiare i vicini proprio mentre questi gli fanno causa per la toilette chimica che ha messo in giardino! Tra le canzoni della trasmissione inclusa come bonus ci sono You’ve Got A Friend di Carole King e Neighbours dei Rolling Stones.
Queste sono le canzoni di Together Through Life:
1. Beyond Here Lies Nothin'
Caratterizzato dall’uso di una sezione fiati, con la tromba in evidenza, questo pezzo è stato scelto per lanciare l’album: si potrà ascoltare già dal 31 Marzo, e probabilmente uscirà anche in formato 45 giri, con Down Along The Cove, registrata dal vivo al festival di Bonnaroo, come B side.
2. Life Is Hard
È stato lo stesso Olivier Dahan, spiega Dylan nell’intervista a Bill Flanagan, a chiedergli una canzone per My Own Love Song, un brano da far cantare al protagonista verso la fine del film, un road movie che va da Kansas City a New Orleans. Bob racconta di aver accettato in quanto colpito positivamente dalla precedente prova del regista francese, la biografia di Edith Piaf, La Vie En Rose. Secondo le prime anticipazioni dei giornalisti, in Life Is Hard ritroviamo il Dylan crooner di Beyond The Horizon o Moonlight, con un testo semplice e emozionante che fa pensare a Hank Williams.
3. My Wife's Home Town
“L’inferno è la città di mia moglie/sono sicuro che mi farà ammazzare qualcuno”, è la conclusione ferocemente ironica di questo pezzo, fortemente influenzato, come gran parte dell’album, dal blues della Chess. Qualcuno dei fan ha già rintracciato nell’ultimo verso una citazione dal Racconto del frate nei Racconti di Canterbury di Chaucer.
4. If You Ever Go To Houston
Tanto per confermare la linea diretta coi giganti del blues, il titolo è preso da un verso di Midnight Special di Leadbelly.
5. Forgetful Heart
Il banjo è in primo piano, come in High Water (For Charlie Patton) su “Love And Theft”. Michael Simmons si sofferma su un paio di versi che definisce tra i migliori mai scritti da Dylan: “La porta è chiusa per sempre/se mai c’è stata una porta”. Parole significative dall’autore di Knockin’ On Heaven’s Door, che in Tryin’ To Get To Heaven cercava di raggiungere il Paradiso prima che chiudessero la porta.
6. Jolene
L’ultimo titolo a essere svelato. Visto che nessuno ha parlato di cover, dovrebbe trattarsi di una canzone inedita, omonima del popolare pezzo di Dolly Parton, pubblicato come singolo nel 2004 anche dai White Stripes. Tra l’altro nel 2005 la Parton invitò invano Dylan a duettare con lei in una nuova incisione di Blowin’In The Wind. Che Bob stia omaggiando Dolly per farsi perdonare del rifiuto?
7. This Dream Of You
In primo piano ci sono la fisarmonica di Hidalgo, presente in tutte le canzoni di Together Through Life, e il violino, che contribuiscono a creare un’atmosfera che Allan Jones paragona alla prima versione di Mississippi, presente nella recente raccolta Tell Tale Signs.
8. Shake Shake Mama
Ancora Chicago blues. Dylan conferma a Flanagan di amare il sound degli anni ’50, le registrazioni della Sun di Memphis e della Chess di Chicago: “C’è potere e suspense. Senti la vibrazione come se venisse dall’interno della tua mente. È viva. È lì. Si attacca alla tua testa come un mal di denti”.
9. I Feel A Change Comin' On
Per qualche giorno si è creduto che questa canzone dovesse dare il titolo anche all’album. Jones la paragona a Workingman’s Blues #2, Simmons a Spirit On The Water. Nel testo Dylan dà sfoggio di cultura musicale e letteraria: “Ascolto Billie Joe Shaver, leggo James Joyce, certa gente mi dice che ho il sangue della nazione nella mia voce”.
10. It's All Good
I brani conclusivi sono quasi sempre speciali nei dischi di Dylan. In It's All Good, come in Ain’t Talking, pare si respiri un’aria da giudizio universale, celebrato stavolta non con raccolta meditazione, ma con amaro sarcasmo. In un boogie alla John Lee Hooker, racconta Simmons, Dylan passa in rassegna politici e inquinamento, rapporti umani e degrado delle città, concludendo, ghignante, che va davvero tutto bene.