“A titolo personale questo disco è stato per me una cura, una terapia. Ho passato un periodo non facile, e questo disco è stato uno scopo. Credo che questa cosa nei testi esca: il fatto che ci sia un inizio e la volontà di rimettersi in piedi.” Si ricomincia Lunedì, da Il primo Lunedì del mondo, il nuovo album dei Virginiana Miller, in uscita il 2 Aprile, dopo una lunga attesa, per
ZAHR/Altrove, distribuito da Edel. Simone Lenzi sembra sereno, entusiasta di questa nuova partenza, quando lo incontro in una delle ultime mattine di inverno. A Roma c'è un sole che anticipa appropriatamente la stagione nuova. Simone spiega perché sembrano passati mille anni da Fuochi fatui d'artificio (2006): “Noi saremmo stati pronti anche circa un anno fa. Però Radio Fandango ha smesso di produrre dischi, e ci siamo dovuti guardare intorno, in un momento in cui il mercato discografico è completamente a rimorchio di quello televisivo. A tale riguardo credo che negli ultimi mesi qualcosa stia cambiando, perché si sono resi conto che questo è un harakiri. Basta guardare Sanremo: le cose non sono durate nemmeno una stagione, giusto tre giorni. Se non crei un ascolto vero, che nasca davvero dalla musica, dal basso, il mercato stesso ne risente. Perché dovresti comprare il disco di qualcuno che ha un respiro che dura un'ora?” Con i Virginiana non c'è questo rischio. I loro sono album da scoprire lentamente, ritornando sulle parole, sulle idee musicali. Sono i primi ad amare le proprie canzoni, perché possano essere canzoni da amare: “Anche perché ci mettiamo un po' a farle, e quando le abbiamo fatte... so' piezz'e core. In genere partiamo da un'idea musicale, magari anche solo da un giro, e dall'atmosfera che dà la musica nascono i miei testi.”
Parole per la musica. Sul palco del Circolo degli Artisti, il giorno seguente i Virginiana Miller dimostreranno ancora una volta il loro impatto dal vivo, ricevendo l'affetto di un pubblico che con gli anni si è fatto sempre più numeroso.
“L'album nuovo è più estremizzato. I pezzi che tirano sono davvero duri, e le ballate sono davvero ballate. Siamo andati alla radice delle cose. Questo perché, nonostante ci abbiamo messo così tanto, i pezzi sono nati con molta immediatezza.” In concerto questi due estremi risultano separati ancora più nettamente, con alcune canzoni nuove che stupiscono per durezza. Su tutte Acque sicure (“se ricordo bene è stata proprio la prima canzone del disco nuovo”), scelta per lanciare Il primo Lunedì del mondo, con un video con sequenze inedite da La prima cosa bella, il recente film di Paolo Virzì al quale i Virginiana hanno partecipato.
A livello di testi quello che colpisce de Il primo Lunedì del mondo è l'assenza delle mille madeleine che in passato avevano fatto di Lenzi un poeta del ricordo, testimone con gli occhi spalancati dell'Italia che è stata, tra struggenti estati in spiaggia, corrispondenze sentimentali con la Germania Est, e pomeriggi a giocare col Commodore 64. “La nostalgia è una malattia dalla quale sono guarito. In giro c'è quest'amore del vintage: va bene, però... basta! C'è un mondo intorno che deve essere descritto.” Un mondo che talvolta resta chiuso in casa, coi rapporti umani che diventano una costruzione virtuale. “Hai 2500 amici/ma nessuno è lì con te,” canta Lenzi in L'inferno sono gli altri, e spiega: “Tra l'altro sono un frequentatore abbastanza assiduo dei social network. Puoi avvertire lo straniamento. Sei davvero invaso dagli altri. Come tutte le cose che ti piacciono, devi sempre vedere dove è il pericolo, l'elemento malato.” Oggetto piccolo (A), pezzo bellissimo, va ancora più a fondo nella descrizione del malessere contemporaneo: “Il titolo si riferisce a un termine che usa Lacan. Semplificando direi che è un sinonimo di desiderio di qualcosa che non è mai raggiungibile fino in fondo. Nella canzone ci sono più personaggi, come la ragazza anoressica, o i giocatori di slot machines: sono tutte manifestazioni di un desiderio inappagabile. Il desiderio è un pozzo al quale si attinge con un secchio sfondato. Come dicevano i Rolling Stones, I Can't Get No Satisfaction!”
I Virginiana Miller sono sempre sembrati un po' distaccati da quello che succede intorno a livello musicale, dalle mode del momento e dai giri di amici importanti. Tipico di chi è capace di creare un proprio mondo. A proposito delle proprie passioni, Simone racconta: “L'ultima cosa che ho ascoltato massicciamente sono i Sigur Ròs. Ora, dopo aver mixato il disco, sono in una fase di silenzio. Col passare degli anni sono diventato meno vorace di musica, così come di libri. Forse gli appetiti con gli anni un po' passano.” I Virginiana vanno per la propria strada, stando attenti a riconoscere di chi fidarsi: “IPerturbazione sono un gruppo amico. Con loro c'è un'affinità nel modo di intendere le cose che si fanno, il rifiutarsi di posare, pensando piuttosto che le canzoni debbano bastare a sé stesse.” Lenzi mi risponde anche a proposito di Federico Fiumani dei Diaframma, che ha definito “sordamente prepotenti” i Virginiana Miller in una sua raccolta di pensieri: “Si tratta di un libro intitolato Brindando coi demoni, scritto da una persona che ha un'età in cui dovrebbe prendere il caffellatte con le suore. Io non brindo coi demoni, quindi non lo capisco.” In generale i Virginiana vivono con consapevolezza e orgoglio il proprio stare in disparte, coltivando un rapporto col pubblico che prescinde dalle tendenze e dalle scene: “Noi non facciamo parte del “Paese reale.” Infatti quando fecero la famosa foto del Paese reale per XL non ci chiamarono, perché noi veniamo dalla Luna e siamo direttissimi altrove. Non facciamo parte né di tutti i laghi e tutti i luoghi, né del Paese reale. Siamo un'altra cosa. Anche l'indie in Italia funziona un po' come tutto il resto. Noi non facciamo parte di certe consorterie, semplicemente. Ma alla fine quello che riusciamo a fare e lo facciamo con le nostre gambe.” Ora i Virginiana Miller possono affrontare la strada più forti che mai, con un nuovo grande disco da fare conoscere e nuove canzoni per ricominciare.