Stanchi di ascoltare canzoni d’amore? Ecco a voi un po’di storie di odio, di insulti e di frecciate sarcastiche: John Lennon che dà del buono a nulla a Paul McCartney, i cuccioli Wainwright che presentano il conto a loro padre, i Lynyrd Skynyrd che consigliano a Neil Young di stare alla larga dall’Alabama. E attenti a non fare arrabbiare Julian Cope, è pronto a offrirvi in sacrificio agli dei Vichinghi! (cliccate qui per leggere la prima parte!)
5. Bob Dylan Vs. Tutti
Siamo idioti, mia cara!
Nei giorni della svolta elettrica, un giornalista chiese a
Bob Dylan perché non scrivesse più canzoni di protesta, “canzoni che puntano il dito”. Dylan rispose di aver finito le dita.
Anche se ha smesso di occuparsi di casi di cronaca come faceva agli esordi, Dylan ha comunque continuato di tanto in tanto a guardarsi intorno (memorabile il caso di Hurricane) e soprattutto a dimostrare che nessuno sa esprimere rabbia, sdegno e disprezzo in musica meglio di lui.
Facciamo una carrellata veloce tra le sue migliori sfuriate:
In The Lonesome Death Of Hattie Carroll si sfoga contro William Zanzinger (recentemente scomparso), bianco e potente, colpevole d’aver causato la morte per infarto della cameriera nera del titolo, terrorizzandola con un bastone. Dylan si scandalizza soprattutto per il fatto che il giudice, dopo tanti discorsi e buone intenzioni, condanni Zanzinger a soli sei mesi di reclusione. Immortalato come una sorta di diavolo, Zanzinger non mancherà di esprimere nelle interviste il suo disprezzo per Dylan.
Il destinatario di Positively 4th Street non è stato mai chiarito, forse si tratta di Richard Fariña, forse di Irwin Silber, direttore della rivista Sing Out!, forse di Phil Ochs o dell’intera scena musicale del Greenwich Village; quel che è certo che una canzone con tanto veleno verso un ex amico è difficile da trovare: “Vorrei che per un attimo tu fossi nei miei panni, ti renderesti conto di che tortura è vederti!”
Le parole di Dylan sono sempre feroci, ma i bersagli di rado sono evidenti: Leopard Skin Pill Box Hat parla davvero di Edie Sedgwick? È Brian Jones dei Rolling Stones il bambino danzante col vestito da cinese di I Want You? Bob preferisce rimanere vago, per affondare senza pietà con le parole. Per quanto abbia provato a dire che Blood On The Tracks è un album ispirato ai racconti di Čechov, pare evidente che nelle sue tracce piene di sangue si consumi la crisi del matrimonio con Sara.
“Non riesco ad ascoltare questo disco, ci sono mia madre e mio padre che vanno in pezzi.” Parola di Jakob Dylan.
Tra le canzoni di Blood On The Tracks c’è anche Idiot Wind, forse il punto estremo del Dylan inquisitore: “Non posso credere che dopo tanto tempo tu non mi conosca meglio di così, dolcezza. C’è un vento idiota che soffia ogni volta che muovi la bocca.” Al termine di questo giudizio universale, Dylan ha il buon senso di chiamare in causa anche sé stesso: “Siamo idioti, mia cara, mi stupisco persino che siamo capaci di nutrirci.”
Video Bob Dylan – Idiot Wind
4. Neil Young Vs. Lynyrd Skynyrd
Il canadese e gli uomini del Sud
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http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/e/e4/Skynyrd-Sweet-Home-Alabama.jpg
Sia After The Gold Rush (1970), sia Harvest (1972), contengono brani nei quali Neil Youngcritica la mentalità conservatrice diffusa negli stati del sud. Il primo album include Southern Man, che si dice sia stata scritta da Young dopo essere stato buttato fuori da un locale in Alabama. Il testo della canzone parla esplicitamente di razzismo e schiavitù: “Ho visto il cotone, ho visto nero, grandi ville bianche e piccole baracche.” Nel secondo disco, campione di incassi, c’è inveceAlabama, nella quale Neil continua a scagliarsi contro i pregiudizi dei redneck anche a costo di aggredire un intero stato: “Vengo da una nuova terra, arrivo da te e vedo tutta questa desolazione. Cosa c’è che non va, Alabama?”
Nel 1974 i Lynyrd Skynyrd pubblicano il proprio secondo album, Second Helping, che contieneSweet Home Alabama, un entusiasta inno rock alla propria terra. Gli Skynyrd celebrano le bellezze locali, come i cieli blu e gli studi musicali Muscle Shoals, ma usano anche una strofa del brano per rispondere alle canzoni del cantautore canadese: “Ho sentito Mister Young cantare di lei, ho sentito il vecchio Neil che la umiliava, spero che Neil Young si ricordi che l’uomo del Sud non lo vuole da queste parti.”
Il successo clamoroso della canzone dà al pubblico l’idea uno scontro feroce, quando invece i rapporti tra Young e la band non sono affatto tesi, e il botta e risposta vuole piuttosto avere toni goliardici. Basti pensare che Neil scrive Powderfinger pensando di affidarla agli Skynyrd, e che sulla copertina di Street Survivors (1977), ultimo album della band prima dell’incidente aereo,Ronnie Van Zant indossa una maglietta con la cover di Tonight’s The Night, disco di Young uscito nel 1975.
Video Lynyrd Skynyrd – Sweet Home Alabama
3. Carly Simon Vs. Mister X
La ragazza ingenua e il playboy vanitoso
“Sei così vanitoso, probabilmente penserai che questa canzone parla di te”. Paradossi linguistici a parte,
Carly Simon ha più volte ribadito che non chiarirà mai a quale suo celebre ex-amante dallo straripante ego ha dedicato il suo pezzo più celebre,
You’re So Vain, un feroce attacco a un seduttore superficiale e egoista. Sostiene che il mistero ha contribuito a rendere la canzone ancor più popolare.
In un’intervista del ’73, Carly ha escluso dalla lista degli indiziati James Taylor. Considerando il fatto che un altro sospettato, Mick Jagger, ha collaborato a You’re So Vain come corista, scansando i meno plausibili nomi di Kris Kristofferson e Cat Stevens, il principale candidato al ruolo di Mister X è l’unico a non provenire dal mondo della musica, Warren Beatty. Attore, regista, e grandissimo Don Giovanni (Woody Allen disse di lui “vorrei reincarnarmi nei suoi polpastrelli”).
Piccolo estratto da un’intervista della Simon al Washington Post:
Carly: Di certo la canzone sembra parlare di Warren Beatty. Lui ha pensato che fosse così, mi ha chiamato e mi ha ringraziato per la canzone.
Post: Sei stata con lui?
Carly: Non ci sono state tutte?
Post: No.
Carly: Allora vuol dire che non l’hai mai incontrato.
Video
Carly Simon – You’re So Vain
2. Lennon Vs. McCartney
Muzak per le mie orecchie!
Nel Maggio del 1971 esce Ram, secondo album post-Beatles di Paul McCartney.
John Lennon si sente chiamato in causa da tre canzoni: 3 Legs (“Credevo fossi mio amico”),Dear Boy (un’accusa d’aver sbagliato a lasciare Cynthia per Yoko?), e soprattutto Too Many People, nella quale Paul sembra imputare a John la colpa d’aver fatto fallire un grande rapporto d’amicizia e collaborazione artistica: “È stato il tuo primo errore, hai preso il tuo colpo di fortuna e l’hai spezzato in due”.
La risposta di John è rapida e feroce: tra le tracce di Imagine, nell’Ottobre dello stesso anno, compare How Do You Sleep? (con George Harrison alla slide).
Alcuni passaggi del brano sono inequivocabili, a partire dal riferimento a una celebre leggenda metropolitana, fino alle accuse di realizzare una musica inconsistente, buona solo per intrattenere la gente in ascensore: “Quegli svitati avevano ragione a dire che sei morto […]L’unica cosa che hai fatto è Yesterday […] Una bella faccia dura un anno o due, presto vedranno quel che sai fare. Il tuo suono è muzak per le mie orecchie, devi aver imparato qualcosa in tutti quegli anni. Come fai a dormire la notte?” Lennon si diverte anche a fare la parodia della copertina diRam, con McCartney che tiene un ariete per le corna: in una cartolina presente nelle prime copie di Imagine, John è ritratto mentre afferra le orecchie di un maiale.
How Do You Sleep? è un attacco di inaudita ferocia, del quale Lennon si pente presto, cercando d’attirare l’attenzione su altre frasi del brano, nelle quali si può rintracciare un’accusa a sé stesso. Qualcuno considera Dear Friend, da Wild Life (Dicembre 1971), primo album dei Wings, come un’ulteriore risposta di McCartney, stavolta dal tono conciliante. La canzone risale però alle registrazioni di Ram. Fosse uscita in quel disco, magari Lennon non avrebbe scritto la furibondaHow Do You Sleep?
Video
John Lennon – How Do You Sleep?
1. Fleetwood Mac Vs.. Fleetwood Mac
Il gioco delle coppie
Per i
Fleetwood Mac le registrazioni di
Rumours durano un interminabile anno. Arrivano buone notizie relative al tardivo successo dell’album precedente,
Fleetwood Mac (1975), ma i membri del gruppo sono devastati dalle tensioni interne, aggravate dall’uso industriale di cocaina.
Il matrimonio tra John e Christine McVie è appena finito, e la tastierista/cantautrice ha appena iniziato una relazione con Curry Grant, tecnico delle luci dei Mac. John e Christine non si parlano più. Il bassista è inoltre in aperto contrasto col nuovo arrivato Lindsay Buckingham, che a sua volta si sta lasciando con Stevie Nicks. Anche il batterista Mick Fleetwood ha problemi con sua moglie (l’unica di questa telenovela a non far parte della band!), che lo tradisce col suo migliore amico.
Nelle canzoni i tre songwriter del gruppo trovano il modo di comunicare. La Nicks scrive per il suo Lindsey Dreams e I Don’t Want To Know, Buckingham risponde con Second Hand News (“Non mi mancherai quando andrai via”), Never Going Back Again e soprattutto Go Your Own Way. Christine McVie ha una dedica per tutti: incoraggia Mick con Oh Daddy, cerca di consolare John con Don’t Stop, ma poi gli dà il colpo di grazia scrivendo You Make Loving Fun per il suo nuovo amore Curry Grant.
John McVie suggerisce il titolo dell’album, Rumours, pettegolezzi.
Il disco diviene uno dei più grandi successi della storia del rock, vendendo dieci milioni di copie nel solo 1977, e restando nella Top 100 britannica per otto anni.
Video
Fleetwood Mac – Go Your Own Way