
Chiedete a un vostro amico il nome di un bassista italiano: facile che risponda
Saturnino. Saturnino Celani, quarant'anni, metà dei quali passati giocando un ruolo fondamentale nella rivoluzione sorridente di
Jovanotti, l'intuizione che ha portato anche in Italia il groove nello spazio tra musica pop e canzone d'autore. Il musicista di Ascoli, ragazzo gentile e entusiasta, con “i superpoteri quando parte la jam”, da subito ha saputo guadagnarsi il proprio spazio e il consenso del pubblico, trovando anche il tempo per incidere come solista tre album – a cominciare da
Testa di basso del 1995 – e un live. Il suo più recente lavoro di studio,
Clima, risale ormai al 2000: dopo tanta attesa pare però che stia finalmente per arrivare una nuova prova. Abbiamo contattato Saturnino per conoscere la sua storia, le sue passioni, e quel che ha in programma per l'immediato futuro.
Quando hai cominciato ad appassionarti alla musica? Ricordi un momento nel quale hai avuto una sorta di folgorazione?
La passione per la musica mi è stata trasmessa da mio padre che ha studiato violino quando stava in collegio, credo l'abbia fatto per rimorchiare più facilmente! Fatto sta che a cinque anni imbracciavo il violino per grande gioia dei miei genitori e parenti; mi sono iscritto allo Spontini, istituto musicale della mia città, Ascoli Piceno. L'ho frequentato per diversi anni per poi imbattermi quasi per caso nel più potente e profondo basso elettrico. Quella è stata senza dubbio la mia presa di coscienza!
Come hai capito che il basso era il tuo strumento?
Come dicevo è accaduto quasi per caso. Avevo quattordici anni, l'energia e gli ormoni erano al massimo e senza meta. Un bel giorno mi sono ritrovato nella sala prove improvvisata di un gruppo di miei amici, che stavano mettendo su una decina di brani dei Rolling Stones per esibirsi ad una festa studentesca. Mi sarebbe piaciuto far parte della band, ma il chitarrista leader mi disse che con il violino non era possibile. Però il bassista da li a poco avrebbe dovuto lasciare la band per partire per il servizio militare, e avrebbe lasciato in sala prove basso e amplificatore... Una frase dice che "il potere è di chi se lo prende", quindi mi sono finto un grande bassista e dopo una settimana ero nella band.
Quali sono stati i dischi e gli artisti che ti hanno segnato mentre ti perfezionavi come musicista?
La perfezione non esiste ma continuo a lavorare per raggiungere l'eccellenza e in questo figure come Sting e David Bowie per me sono state e continuano ad essere fondamentali!
Nel mio disco Zelig avevo inserito un video nel quale citavo i miei dischi preferiti di sempre: Slave To The Rhythm di Grace Jones, Heavy Weather dei Weather Report con il mitico Jaco Pastorius, i live A Physical Precence dei Level 42 e Bring On The Night di Sting, il Greatest Hits degli Chic e The Very Best di James Brown, Tutu di Miles Davis e Marcus Miller, Van Halen 1, Synchronicity dei Police e Aja degli Steely Dan.
C'è qualche artista nuovo che ti ha colpito di recente, al punto magari di influenzare il tuo modo di suonare?
Mi colpiscono tutti quelli che sono in grado di ricodificare i linguaggi musicali, tra questi citerei
Jack White e
Dave Grohl.
Ci sono dei tipi di musica che proprio non sopporti?I canti religiosi contemporanei...
Che cosa osservi in un bassista? Come muove la testa!
Quanto è importante la tecnica?La tecnica conta pochissimo è importante l'intenzione!
Come scegli il tuo strumento? Quale basso suoni attualmente?Scelgo il mio strumento al 50% per il sound e al 50 % in base al design: ne ho sedici e li faccio girare tutti . In questo periodo mi piace suonare il mio Noah Custom Made Precision Pino Palladino e un
Gibson diavoletto color pink corallo.
Come è avvenuto l'incontro con Jovanotti? Come è stato collaborare con lui per tutto questo tempo?Sono l'esempio di persona che si è trovata nel posto giusto al momento giusto!
Massimo Lepore nel 1991 aveva un super studio di registrazione dove Lorenzo stava registrando l'album
Una Tribù che balla. Io ero già stato li a registrare per
Gatto Panceri. Massimo si è ricordato e mi ha segnalato a Lorenzo, ci siamo conosciuti abbiamo parlato di musica per un'ora poi ho provato a suonare un paio di tracce e dopo un paio d'ore registravo il mio assolo su
Libera l'anima... L'anno prossimo festeggio i miei 20 anni di sound ricchissimi di emozioni e grandi soddisfazioni e non mi piace guardarmi indietro.
Quali sono i brani che ami di più, tra quelli realizzati con Lorenzo?
Amo moltissimo Il resto va da sé canzone dell'album Capo Horn, la mia linea di basso più cool.
Nel corso degli avete suonato in situazioni molto diverse. Ci sono incontri e persone che ti sono rimasti particolarmente impressi?
Ho incontrato persone incredibili con storie straordinarie, ho partecipato e sono stato spettatore di eventi straordinari, ho parecchie storie da caminetto da raccontare e nessuna classifica...
Come è andato il recente tour negli Stati Uniti, dal quale è scaturito pure l'album/dvd Oyeah? Se non sbaglio c'è un nuovo tour americano in programma tra breve.
Siamo andati a suonare in due club newyorkesi per 2 sere alla settimana per due mesi e ci siamo divertiti moltissimo. Visto che torniamo è evidente che si è divertito anche chi e venuto ad ascoltarci. I prossimi appuntamenti sono alla fine di Luglio: due date a Los Angeles, una a San Francisco e una a New York.
Come mai dopo Clima è passato tanto tempo senza che tu realizzassi un nuovo disco solista?
Per tante ragioni, una su tutte la pigrizia: ma ne ho uno prontissimo che vedrà la luce molto presto, magari questo autunno. Nel frattempo mi diverto con un sacco di amici DJ a creare delle performance uniche, improvvisando con il mio basso sulle tracce dei vinili: una sorta di freejazz a tempo.
Hai già registrato qualcosa del tuo prossimo disco? Che tipo di musica proporrai? Ci sarà qualche ospite speciale?
Sarà un progetto molto rigoroso, gli arrangiamenti saranno eseguiti da Silvia Catasta e da Edoardo De Angelis. Con il mio basso ci sarà un quartetto d'archi; le ritmiche saranno curate da Mussen Project un giovanissimo e promettente DJ producer.
Che cosa si deve aspettare chi viene a vedere i tuoi concerti solisti?
Di prendere parte ad una esperienza mistica!
Saturnino Feat. Lawrence Steele – Blame It On The Bass Line
Saturnino e Nanouc Van Der Velde – Te lo dico così
Saturnino – 153 Battute
Jovanotti – Il resto va da sé