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Tommy Thayer dei KISS parla di chitarre, dei suoi maestri e della realizzazione di Monster.

Neil Chrisley
|
10.09.2012

Kiss DynastyDopo un decennio senza album di studio, tre anni fa i KISS sono tornati spettacolarmente in forma con Sonic Boom, un album senza fronzoli che rievocava gli anni di gloria della band, dalla metà alla fine degli anni Settanta. Incredibilmente, il nuovo album del gruppo, Monster, è ancor più trionfale. Stracolmo di energia esplosiva e di riff inarrivabili per le altre band, Monster sembra destinato ad affiancare gli altri classici dei KISS.

Ancor più che in Sonic Boom, Tommy Thayer ha avuto un ruolo chiave in Monster, come autore o coautore di dieci canzoni, e come metà – assieme a Paul Stanley – del micidiale duo di chitarristi della band. Ha chiaramente assunto un ruolo indispensabile nell'attuale line-up dei KISS, composta, oltre che da lui, da Stanley, Gene Simmons ed Eric Singer. In questa intervista, Thayer parla delle sue principali fonti di ispirazione come chitarrista e del perché tanto sul palco quanto in studio di registrazione sceglie le chitarre Gibson.

Come avete approcciato il nuovo album?

Complessivamente con lo stesso approccio di Sonic Boom. Non avevamo un programma. Volevamo solo scrivere grandi pezzi rock and roll e fare un album coeso. Con Sonic Boom abbiamo provato diverse cose, per vedere come funzionava questa line-up. Ovviamente il risultato è stato un grande disco, col quale abbiamo scoperto di saper essere micidiali in uno studio di registrazione. Monster porta il tutto a un livello superiore, alzando la posta in termini di canzoni e produzione. È un disco simile, ma nuovo e migliore.

Perché la band non ha registrato nessun album per tanti anni prima di Sonic Boom?

Questa probabilmente è una domanda più adatta a Paul o a Gene. Sono cose che risalgono a prima del mio arrivo. Ho l'impressione che non si sentissero a loro agio in uno studio per via delle condizioni della band. Non pensavano che fosse una cosa salutare, e che come band potessero produrre, scrivere e registrare un grande disco di rock and roll. Detto questo, negli ultimi otto o dieci anni ci siamo amalgamati incredibilmente bene. Ora c'è un'atmosfera grandiosa, così come la chimica tra di noi: poco prima di Sonic Boom abbiamo sentito che dovevamo assolutamente fare un nuovo album.

Che chitarre hai utilizzato per Monster?

Soprattutto una Gibson SG: una 1961 reissue di proprietà di Paul. È la stessa chitarra che ho utilizzato in gran parte di Sonic Boom. Di norma suono delle Les Paul, ma ho scoperto che in fase di registrazione la SG ha un po' più di aggressività, ed è più leggera. Dal punto di vista sonoro, la SG si inserisce alla perfezione in queste nuove tracce. In un paio di cose ho comunque usato la Les Paul. È stato tutto molto diretto: collega la SG a un paio di buoni amplificatori e lascia che sia ruvida e arrogante.

Che modelli di Les Paul suoni?

Suono delle Custom Shop reissue delle Les Paul Standard del '58, del '59 e del 1960. Le uso anche sul palco. Ne ho anche una custom: la Rocket Guitar, che ha un lanciarazzi montato dietro alla paletta. Ho anche un paio di Explorer che porto in tour. Hanno una finitura argento brillante, la stessa che avrà la mia nuova Epiphone Tommy Thayer Signature Les Paul. Il modello signature è simile alla Les Paul che spesso uso negli assoli: una Les Paul Standard con un top argento brillante. Epiphone nei prossimi mesi presenterà ufficialmente questa chitarra, che dovrebbe essere disponibile nei negozi dall'inizio del 2013.

Quali sono le tue principali fonti di ispirazione come chitarrista?

Mentre imparavo a suonare, le mie band preferite erano Foghat, Deep Purple, Black Sabbath, KISS, Aerosmith, Montrose e altri gruppi simili. Probabilmente i miei chitarristi ideali erano Ronnie Montrose, Jimmy Page e Peter Frampton. Sono ancora oggi un grande fan di Frampton. Ho amato tantissimo anche Pat Travers, Robin Trower... la seconda generazione di musicisti della metà degli anni Settanta. Ho imparato soprattutto suonando sui dischi, mettendo gli album sul giradischi e cercando di capire accordi e riff. Probabilmente all'inizio non li imparavo affatto bene. Quando sei un ragazzino, ti fa disperare non riuscire a capire come facciano certe cose. Alla fine ho incominciato a imparare qualche assolo, sempre ascoltando e studiando quello che c'era su quei dischi.

Qual è stata l'epoca migliore per i riff di chitarra?

Il periodo dall'inizio alla metà degli anni Settanta è stato grandioso per i riff di chitarra. Inoltre i 13 e i 14 anni sono un periodo magico della tua vita: inizi a suonare la chitarra, ad andare ai concerti e così via. I riff che ascolti a quell'età rimangono con te. Un grande album rock che è ancora attuale è il primo dei Montrose. “Rock Candy,” “Rock the Nation,” “Bad Motor Scooter,” “Space Station #5”... sono grandi pezzi rock and roll con dei riff incredibili. Un grande riff di chitarra vale oro. Saperne inventare uno – scrivere cose del genere – non è facile come sembra.

Che cosa rende le chitarre Gibson tanto adatte alla tua musica?

È una cosa che ha molto a che fare con i chitarristi che ho amato. La maggior parte di loro suonava una Les Paul o altri tipi di Gibson. Quelli degli Aerosmith, Ronnie Montrose, Peter Frampton e i Kiss suonavano tutti delle Les Paul. Quando cresci, e scopri la passione per il rock and roll e i grandi chitarristi, vuoi fare il possibile per imitarli subito. Non era un caso che loro usassero certe chitarre. Con l'amplificatore giusto, non puoi sconfiggere il sound e la carnalità di una Gibson.

(Scoprite l'impressionante arsenale di Tommy cliccando qui.

Suonare la chitarra nei KISS è diverso dal farlo in qualche altra band?

È un altro mondo. Non potrei immaginare mai di tornare in una band normale. Sarebbe un grosso passo indietro. Suonare nei KISS è il massimo per quanto riguarda la musica rock e la messa in scena. Una volta, verso la fine del nostro set, stavamo suonando “Rock and Roll All Nite”. Gene ed io stavamo salendo con degli ascensori a circa dieci metri d'altezza, tra coriandoli e scoppi di petardi. Tutto d'un tratto un grosso sorriso mi ha illuminato il volto. Ho cominciato a pensare: “Ma quanto sono fortunato a stare in questa band, a stare proprio ora sul palco, a provare certe cose?”. Non esoste niente di meglio.

Per andare sul sito dei Kiss, cliccate qui.


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