L'ultimo album uscito a nome dei Clash, Cut The Crap, non rese certo onore a questa grande band, tanto che nelle storie ufficiali in genere si sorvola su quest'uscita, dimenticandola come uno sbaglio al quale non dare molto peso. Del resto, a quei tempi Joe Strummer e Paul Simonon erano rimasti i soli membri della formazione originaria, e il manager Bernie Rhodes esercitava sempre più la propria influenza anche sulla musica del gruppo.
Il vero congedo dei Clash fu Combat Rock, testimonianza di un periodo incredibilmente controverso della loro vita (tra la fine del 1981 e l'inizio del 1982, esattamente trent'anni fa), segnato da concerti e vendite trionfali ma anche da dissidi insanabili e dalla sensazione che un periodo magico stesse finendo. Tra le follie di quel periodo di incomprensioni ci fu l'imprevista sparizione di Joe Strummer poco dopo l'uscita dell'album. Rhodes gli aveva consigliato di non farsi trovare per qualche tempo, in modo da attirare l'attenzione e aiutare le prevendite del tour. Strummer ne approfittò per fare perdere davvero le sue tracce, passando qualche tempo a Parigi, dove corse persino la maratona cittadina!
Tutto in Combat Rock sembrava essere ambivalente. Era il prodotto di un gruppo stanchissimo dopo anni di musica senza sosta, eppure a tratti riuscì a essere tanto brillante da conquistare le classifiche di tutto il mondo, grazie ai fortunatissimi singoli Rock The Casbah e Should I Stay Or Should I Go. Questi due brani vennero ideati proprio dai membri che avrebbero lasciato i Clash. Topper Headon scrisse le parti di piano e batteria di Rock The Casbah, negli stessi giorni in cui i suoi compagni decidevano di non poter più suonare dal vivo con lui, troppo preso da eroina e cocaina. Mick Jones, principale chitarrista e vera anima dei Clash insieme a Joe, visse un momento da frontman scrivendo e cantando Should I Stay Or Should I Go, ma qualche tempo dopo non poté fare a meno di andarsene. I tour infiniti l'avevano sfiancato, sopportava sempre meno l'invadenza di Rhodes, e un duro litigio sul suono del basso in Know Your Rights aveva raffreddato i suoi rapporti con Simonon. “Sembrava che nessuno di noi comunicasse più, il che ci faceva andare un po' fuori di testa”, commentò in seguito Jones. “Sembrava che nessuno si divertisse più”.
Per quanto girare il mondo in continuazione piacesse davvero solo a Topper, che poteva scatenarsi in compagnia dei roadies, i viaggi furono una fonte di ispirazione, con i brani che venivano presentati in anteprima al pubblico; durante la lunga permanenza a New York ci furono anche delle session in studio. Il disco stesso era discontinuo, ma incessantemente vitale, diretta conseguenza degli esperimenti del torrenziale Sandinista. Il successo commerciale dei singoli fece scattare l'usuale accusa di essersi venduti, ma Combat Rock era un album senza compromessi, che rispecchiava pienamente l'anima della band. Nelle sue tracce succede di tutto: c'è l'energia dance di Overpowered By Funk e c'è Alleng Ginsberg che recita una poesia metropolitana in Ghetto Defendant; Red Angel Dragnet fa rivivere la rabbia del protagonista di Taxi Driver, mentre Know Your Rights è segnata da un feroce umorismo: “Hai il diritto di parlare liberamente, basta che tu non sia così stupido da provarci”. E poi c'è Straight To Hell, uno dei capolavori dei Clash, che per una volta rallentano il proprio ritmo per soffermarsi sugli orrori della guerra. Spiazzante e sorprendente, Combat Rock merita di essere riscoperto; non è certo un capolavoro all'altezza di The Clash o London Calling, ma conserva intatta l'anima di una grande band che non esitava mai quando era il momento di mettersi alla prova.
“Should I Stay or Should I Go”