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Gimme some truth! Intervista agli Zen Circus (Seconda parte)

Paolo Bassotti | 10.07.2009



Paolo Bassotti: Alcune storie sono tanto vivide da parere autobiografiche! Penso a L'egoista o a Amico mio, ad esempio.

Appino: Lo sono infatti, non tutte ma molte. Quelle due in particolare, insieme a Figlio di Puttana e Vent'Anni in Villa Inferno.

Parlando di Amico mio, mi pare che ti colpisca molto il problema di come si possa crescere e invecchiare senza smettere di sognare, senza diventare come chi un tempo si odiava. Come ti immagini tra dieci anni?

Ah beh non ne ho la più pallida idea. Spero solo sano; le malattie sono orribili.

Chi non ha un amico che ha deciso di mettere la testa a posto? Ammesso che non lo abbiate fatto anche voi. Io sinceramente credo proprio di non averlo fatto, e non me ne faccio assolutamente un vanto. Ma così come non avere una macchina a trentuno anni, avere mezzi denti cariati e problemi a mesi alterni a comprarmi le sigarette provoca ilarità in molti miei coetanei, così mi diverto anche io a vedere come molti di quelli che han fatto le cose a modo – ripudiando o abbandonando tutto quello che prima ritenevano giusto e bello – si sono poi ritrovati in situazioni grottesche o ancora peggio, in una sorta di replay degli errori dei loro genitori. Ognuno ha il diritto di fare cosa gli pare, ma l'amaro resta. L'amaro di perdere cervelli validi per colpa di convenzioni futili. E si torna al punto di partenza, là dove il 99% dei nostri problemi ha avuto origine: il nucleo familiare inteso come centro assoluto dei rapporti umani. E di nuovo, lo vedi da te, la religione. E' un cane che si morde la coda...

Veniamo alle collaborazioni. Come è nata quella con Nada? È interessante il fatto che Vuoti a perdere non sia un duetto, che lei sia la voce solista per l'intera canzone.

Così doveva essere. È un'altra storia autobiografica, ma c'era bisogno di una voce femminile perché lo fosse davvero. Siamo fan di Nada – oltre al fatto che lei è livornese di origine e noi pisani, quindi è un po' come aver superato delle barriere razziali – e nel nostro primo disco in Italiano volevamo assolutamente che ci fosse qualcuno che la musica Italiana l'ha vissuta ai tempi d'oro, gli anni sessanta e settanta. Chi meglio di lei?

Nel booklet c'è scritto che Davide Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti non solo ha prestato la sua voce a Ragazza eroina, ma ha anche fornito “l'immaginario” della canzone. In che senso?

La canzone si chiamava Ragazzo Eroe. Con Davide l'abbiamo cambiata perché si adattasse di più al suo immaginario. Magari un giorno pubblicheremo anche la versione originale.

Che tipo di suono avete cercato per questo disco? Ho l'impressione che abbiate cercato di essere più duri che mai, di eliminare ogni appiglio pop. Persino la title track, che pure musicalmente ricorda i momenti più “leggeri” di Villa Inferno, alla fine ha una lunga coda strumentale, che allontana ogni possibile tentazione di chi la volesse passare in radio!

Non cerchiamo molto i suoni, arrivano direi. Diciamo che è più opera di Manuele Fusaroli, il nostro producer. Noi pensiamo a comporre le canzoni, lui ai suoni e a farle girare bene.

E' un disco pensato per essere suonato dal vivo e le code strumentali dal vivo spaccano, se sono messe al momento giusto. Quella ci piace molto, perché è dolcissima se paragonata con il titolo della canzone. Le radio, a parte quelle indipendenti, quando mai passano roba decente? Coda o non coda, non passeremo mai sulle radio che contano, quelle commerciali. Rendetevene conto e fatevene una ragione. Noi ce la siamo fatta. Poi oh, se veniamo sfatati mica ci riterremmo venduti – affanculo chi ragiona così – vorrebbe solo dire che stiamo aprendo delle porte ad altri dopo di noi.

Che cosa ti piace leggere? Sbaglio o in Canzone di Natale si sente l'eco delle storie di Andrea Pazienza?

Odio ammetterlo, ma sarò sincero: io leggo veramente pochissimo, uno-due libri all'anno, se me li regalano. Leggevo moooolto di più da piccolo. Ora come ora ho una grande paura di morire, quindi voglio fare fare fare, fino a farmi male. I grandi lettori degli Zen Circus sono Ufo e Karim. Io tendenzialmente guardo il mondo che mi circonda con avidità maniacale e rimescolo quello che mi accade intorno a quello che leggono e mo raccontano i ragazzi.

Pazienza chiaramente lo adoro e l'ho letto invece per tutta l'adolescenza, ma Canzone di Natale è stata scritta nel 2003 da me e da un nostro amico – diciamo più turbolento di quanto eravamo noi al tempo – che aveva passato tutti i suoi natali così. Di nuovo, autobiografismo (si dirà così? Vedi, dovrei leggere di più!)



Come mai avete scelto Gente di merda per Il paese è reale?


Ah! Ah! Magari l'avessimo scelta, ne avremmo messa di sicuro un'altra. Gli Afterhours purtroppo ci hanno contattati – anzi il nostro amico Enrico Gabrielli per la precisione – il 12 Gennaio mentre eravamo in Australia e la deadline per consegnare un brano inedito era il 22 Gennaio. Era l'unico provino ascoltabile del disco nuovo che avevamo: o quello o nulla. Sinceramente estrapolato dal disco non aveva tanto senso, ci dispiace. Poi tutto quel tam-tam mediatico: come cazzo fai a fare un ipotetico manifesto della musica italiana indipendente con simili tempistiche?

Quali gruppi italiani mettereste in una compilation ideale per rappresentare il meglio della musica italiana attuale?

Giovani, giovani, giovani e chi lotta per loro! Io avrei messo Pan Del Diavolo, Bad Love Experience, Ministri, Le Luci Della Centrale Elettrica, Mariposa, Criminal Jokers, Musica da Cucina, Beatrice Antolini, Teatro Degli Orrori, Tre Allegri Ragazzi Morti, Marta Sui Tubi, The Rippers, Dente, Lombroso, Movie Star Junkies, Uochi Toki, Bud Spencer Blues Explosion, Sikitikis, Fine Before You Came, Appaloosa e svariati altri che ora non mi ricordo.

Le vostre passioni musicali sono sempre le stesse o vi capita di aprirvi a nuovi suoni? Vedremo mai gli Zen Circus in territori inusuali magari alle prese con l'elettronica o col pop orchestrale?!

Pop orchestrale magari un giorno ci puo anche stare. L'elettronica no, è l'unico vincolo che ci siamo dati da sempre. Niente elettronica per gli Zen, mai. Già abbiamo dovuto superare la prova digitale: fino a Villa Inferno non avevamo mai acceso un solo computer per registrare un disco.

E ora? Che reazioni vi aspettate che riceva questo disco? Ci sarà qualche novità nel tour che parte a Ottobre?

Reazioni? Boh, anche no. Nel senso che non facciamo dischi per avere reazioni ma per partire in tour infiniti che sono l'unico motivo per cui esistiamo. Dal vivo porteremo tutti i brani del disco e una sorta di best of degli altri cinque. Per il resto niente di diverso dal nostro solito: un concerto rock senza troppi fronzoli, inteso con la disperazione che ogni sera potrebbe essere l'ultima. Perché che esistenzialisti saremmo se non facessimo così?

(Clicca qui per leggere la prima parte)

Le prime date confermate del nuovo Never Ending Tour:
10/10: Milano, Bitte (+Mariposa +Pan Del Diavolo)
16/10: Milano, FNAC, 18:00, showcase acustico 20'
16/10: Mezzago (MI), Bloom (a cura di Neverland)
17/10: Verona, Interzona
23/10: Brescia, Lio Bar
24/10: Pisa TBA!!!
30/10: Bologna, Locomotiv
06/11: Carpi (MO), Kalinka
07/11: Cesena, Officina 49
13/11: Arezzo, Karemaski
20/11: Firenze, Viper
21/11: Napoli, Duel Beat
26/11: Ferrara, Renfe
27/11: Torino, Spazio 211
28/11: Como, Music Sound
19/12: Roma, Circolo degli artisti

The Zen Circus – Wild Wild Life (Con Brian Ritchie e Jerry Harrison)

The Zen Circus – Canzone di Natale

The Zen Circus – I baNbini sono pazzi